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Entresto, combinando antagonismo dell’angiotensina II ed incremento dell’attività del sistema dei peptidi natriuretici, riduce le riospedalizzazioni per insufficienza cardiaca più della terapia convenzionale già nel corso del primo mese


Il tasso di riammissione in ospedale entro i primi 30 giorni rappresenta una misura chiave per valutare l’efficacia della terapia dello scompenso cardiaco.

Per contribuire a promuovere qualità, cure mirate al paziente e responsabilità, nell’ottobre 2012 i Centers for Medicare & Medicaid Services ( CMS ) hanno lanciato il programma di riduzione delle riammissioni in ospedale. Questo programma dovrebbe condurre Medicare, il sistema di assicurazione sanitaria governativa statunitense, alla riduzione delle cifre pagate agli ospedali con i tassi di riammissione a 30 giorni più alti.

In questo contesto, Entresto ( LCZ696; Sacubitril e Valsartan ), grazie alla sua capacità di combinare incremento dell’attività dei peptidi natriuretici ed antagonismo dell’angiotensina II, ha ridotto del 38% il tasso di riospedalizzazione per insufficienza cardiaca già a 30 giorni in un'analisi recentemente pubblicata dei dati dello studio PARADIGM-HF.

In pratica, i dati del PARAGGIM-HF indicano che i pazienti con insufficienza cardiaca cronica trattati con l’associazione, rispetto ad Enalapril, hanno una minore probabilità di essere ricoverati in ospedale, e, dopo essere stati dimessi, hanno una minore probabilità di tornare in ospedale entro 30 giorni, riducendo così il rischio per i pazienti e il potenziale onere finanziario per il sistema sanitario.

Lo studio PARADIGM-HF ( N Engl J Med 2014; 371:993-1004 ) aveva dimostrato la superiorità sia clinica sia statistica dell’associazione Sacubitril e Valsartan rispetto alla terapia standard rappresentata dall’Ace inibitore Enalapril, riducendo il rischio di mortalità cardiovascolare o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca del 20% ( endpoint primario ) nel corso di un periodo osservazionale mediano di 27 mesi.

La combinazione Sacubitril e Valsartan aveva anche migliorato la sopravvivenza globale del 16%, rispetto ad Enalapril. Il miglioramento era guidato dalla più bassa incidenza di morte cardiovascolare.

Lo studio PARADIGM-HF è stato interrotto prima del suo naturale termine dal Data Monitoring Committee per il raggiungimento dell’endpoint primario da parte dei pazienti assegnati alla combinazione Sacubitril e Valsartan. ( Xagena )

Fonte: American Heart Association ( AHA ) Scientific Sessions, 2015

Claudio Ferri, Università dell’Aquila – Medicina Interna e Nefrologia

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